Nel 1961 l’Unione Italiana Sport Popolare organizza una gara podistica regionale per la disputa della Coppa “Caduti Partigiani Malnatesi” e della Coppa “Partigiano Sergio Rossi”.
Nel 1969 la Camera del Lavoro di Varese dedica il suo centro culturale a Sergio Rossi: in quest’occasione Guttuso crea, alla memoria dell’amico e compagno, una formella in ceramica policroma, mentre Giovanni Pirelli scrive il testo che la accompagna.
“Abbiamo deciso
Che il nostro Centro Culturale
Porti il nome di Sergio Rossi,
partigiano, pittore, direttore
del villaggio dei ragazzi alla Rasa.
Da Lui abbiamo meglio appreso
che il socialismo esige la sconfitta
di tutto ciò che è vecchio,
anche in ognuno di noi,
che non basta
combattività, pazienza, amore, ira,
occorre pure
assidua conoscenza
e creatività gioiosa”
Per l’occasione è allestita una mostra dei quadri del pittore scomparso.
Nel 1973, all’interno del Festival dell’Unità a Varese, è organizzata un’altra mostra dei dipinti di Sergio Rossi.
Il 17 aprile del 1977 i funzionari del Partito comunista di Varese dedicano una targa d’argento alla memoria del compagno Sergio Rossi. Un’importante mostra, dal titolo A Scuola come in Fabbrica, è organizzata nel maggio 1980 dall’Istituto didattico-pedagogico della Resistenza di Milano. L’esposizione è itinerante e tocca inizialmente i luoghi in cui i Convitti Rinascita sono sorti, ossia Milano, Venezia, Torino, Genova, Bologna, Roma (dove ha un grande successo di presenze) e infine Varese, dove però incontra l’ostilità del sindaco democristiano il quale ne boicotta l’organizzazione. A Varese la mostra viene quindi allestita in una sala di inferiore visibilità e decurtata di un pannello “scomodo”, secondo il Comune; inoltre viene impedita un’esposizione e la diffusione di un volume che completano la mostra.
Nell’ottobre del 1980 è organizzato un incontro degli ex cittadini del Villaggio, durante il quale Rosina Rossi e Alba Dell’Acqua, presidente dell’Istituto didattico-pedagogico della Resistenza, tengono una conferenza dal titolo “Un’esperienza educativa democratica laica negli anni cinquanta”.
Intervengono anche gli ex cittadini con le loro testimonianze dirette, che ricevono in omaggio una serigrafia di Sergio Rossi. Inoltre è istituito il fondo per una borsa di studio per una tesi sull’esperienza educativa del Villaggio scuola “Sandro Cagnola” della Rasa. Per l’occasione Marcello Novario dedica una poesia a Sergio Rossi, intitolata “Sergio Rossi verso la vita”, e Amedeo Bianchi dedica una poesia a Sergio Rossi intitolata “A Sergio Rossi anni dopo”.
Nel giugno 1981 la Federazione provinciale delle Cooperative di Reggio Emilia e il Consorzio cooperative di produzione e lavoro decidono di intitolare la casa di vacanze, che il Movimento cooperativo reggiano possiede a Extre-Pieraz di Brusson, in Val d’Aosta, “alla memoria di SERGIO ROSSI pittore ed educatore, indimenticabile animatore di quel villaggio Cagnola che negli anni cinquanta ha rappresentato un’importante tappa nella storia della esperienza educativa del nostro paese”.
Il discorso commemorativo è pronunciato da Carlo Pagliarini, amico del Villaggio e di Sergio Rossi, dirigente dell’ARCI-ragazzi e già presidente dell’Associazione Pionieri d’Italia dal 1950 al 1960.
Nel 1987 sono indette in tutta la Svizzera manifestazioni varie per il cinquantesimo della fondazione della Centrale sanitaria svizzera, e la Sezione ticinese allestisce una mostra comprendente in parte la documentazione sull’attività della CSS e in modo particolare sul Villaggio ”Verso la vita”, preparata da Sonia Rossi e Carlo Musso.
Il 28 maggio 2005 si tiene a Varese il Convegno “Una esperienza educativa democratica e laica negli anni cinquanta: il Villaggio scuola Sandro Cagnola alla Rasa di Varese”, organizzato dalla famiglia Rossi in collaborazione con l’ ANPI provinciale di Varese, l’Istituto Storico “Luigi Ambrosoli”, l’Associazione culturale “Elvira Berrini Pajetta” e il Comitato Ex cittadini del Villaggio scuola della Rasa.
Tra i molti contributi di Sergio Rossi, insieme con pubblicazioni e interventi dedicati al Villaggio “Cagnola”, ricordiamo:
Discorso di Sergio Rossi in occasione del convegno organizzato dal Comune di Reggio Emilia su “I valori della Resistenza”.
Relazione di Sergio Rossi al convegno “Sul rinnovamento della scuola italiana”, presso l’Istituto Gramsci di Roma.
Pubblicazione del volume Vallone del Purgatorio, a cura di Dina Rinaldi, Feltrinelli, Milano 1956 (con testimonianze di ragazzi del Villaggio “Sandro Cagnola”).
Relazione di Sergio Rossi al Consiglio Nazionale dell’Associazione Pionieri d’Italia (API), Milano.
Conferenza di Sergio Rossi dal titolo “Israele e i giovani”, tenuta all’Università Popolare di Varese dopo il viaggio effettuato nel 1958.
Relazione introduttiva di Sergio Rossi al dibattito presso il Villaggio “Sandro Cagnola”, in occasione del decimo anniversario della fondazione dell’istituto.
Rosina Rossi, “Un’efficace esperimento pedagogico ispirato ai Convitti della Rinascita. Il Villaggio ‘Sandro Cagnola’ alla Rasa di Varese”, pubblicato nel volume A scuola come in fabbrica, l’esperienza dei Convitti scuola della Rinascita, Vangelista, Milano 1979, riportato anche su “Verifiche – Mensile dell’Associazione cantonale docenti socialisti”, n. 2, feb. 1979.
Convegno degli ex cittadini del Villaggio “Sandro Cagnola” alla Rasa di Varese.
È inaugurata presso il Liceo di Lugano una mostra allestita per il cinquantesimo della fondazione della Centrale sanitaria svizzera, con diversi pannelli riguardanti la storia del Villaggio “Sandro Cagnola” alla Rasa di Varese.
Relazione di Rosina Rossi al convegno “Il sapere per la società civile”, all’Università Popolare di Varese.
Pubblicazione dell’articolo La scuola laica e democratica dei Convitti della Rinascita nell’Italia del dopoguerra e l’esperienza del “Villaggio Cagnola” alla Rasa di Varese (1952 – 1963) nel ricordo e nella ricostruzione storica di una protagonista di quella stagione di ideali e di generosità, Rosina Rossi, a cura di Lia De Pra Cavalleri, in “Il quaderno Montessori”, n. 37.
Pubblicazione dell’articolo I Convitti della Rinascita e il Villaggio Sandro Cagnola di Rasa, in “Verifiche - Periodico di cultura e di politica dell’educazione”, n. 7-8, set. 1993.
Uscita del volume Diritto allo studio dovere di studiare. Cinquantennale dei Convitti-scuola della rinascita, Istituto didattico pedagogico della Resistenza, Novara 1994. Il volume contiene il capitolo, scritto da Rosina Rossi, “Il Villaggio ‘Sandro Cagnola’ della Rasa di Varese” (pp. 77-82), oltre alle testimonianze “Storia di tre cittadini della Rasa” (pp. 107-108) e “Un cittadino speciale della Rasa” (pp. 109-111), sempre curate da Rosina.
Pubblicazione degli atti del Convegno tenutosi a Varese il 28 maggio 2005, Una esperienza educativa democratica e laica negli anni cinquanta: il Villaggio scuola Sandro Cagnola alla Rasa di Varese, organizzato dalla famiglia Rossi in collaborazione con l’ ANPI provinciale di Varese, l’Istituto Storico “Luigi Ambrosoli”, l’Associazione culturale Elvira Berrini Pajetta e il Comitato Ex cittadini del Villaggio scuola della Rasa.
Pubblicazione del volume Educazione laica negli anni cinquanta. Il Villaggio “Sandro Cagnola” alla Rasa di Varese, ed. Arterigere, Varese 2010. Il libro ripropone gli Atti del Convegno di Varese del 28 maggio 2005 e contiene un ampio saggio introduttivo di Carlo Musso, “Un’esperienza educativa laica e democratica”, con note biografiche su Sergio e Rosina Rossi.
Pubblicazione dell’articolo-intervista Il Villaggio-scuola a Rasa di Varese, di Rosina Rossi – incontro con Grazia Honegger Fresco, in “Gli asini. Educazione e intervento sociale”, a. I, n. 5-6, giu. 2011, pp. 60-70.
Altre occasioni in cui è stata rievocata l’esperienza del Villaggio “Sandro Cagnola” sono segnalate nella biografia di Rosina Rossi.
Nel maggio 1950 la sua opera “Mondina” (“… la “mondina”, di sgargiante effetto iconografico, del Rossi …”) vince il secondo premio alla prima mostra delle Olimpiadi culturali della gioventù lombarda allestita a Milano presso l'Arengario, mostra in cui sono premiati i giovani artisti che “…operano sotto gli impulsi degli istinti umani e naturali.” (Vincenzo Costantini, In liquidazione l'arte estremista, in “Corriere Lombardo”, 20 maggio 1950). Nel 1951 allestisce con il collega e amico M. Orsellini un grande pannello raffigurante la solidarietà e l'unità operaia nella lotta per il lavoro e la pace; partecipa al concorso nazionale indetto dalle riviste “Rinascita”, diretta da Palmiro Togliatti, e “Vie Nuove”, diretta da Luigi Longo, per disegni e pitture sul tema della pace.
Il 10 aprile viene segnalato per un premio acquisto, dalla Commissione giudicatrice del concorso, alla mostra presso la Galleria d'Arte “La Conchiglia” di Roma. La mostra è poi portata a Milano alla Galleria “Cairola” dal 25 giugno all'8 luglio dello stesso anno. In agosto è segnalato alla quarta edizione del Premio “Suzzara”, dedicato al tema Lavoratori nell'Arte, con il dipinto “Lavoratore in rosso”, mentre in ottobre partecipa e vince un premio alla prima Biennale internazionale d'Arte Marinara, con il dipinto “I barcaioli”. Questa mostra richiama l'attenzione ancora una volta su una categoria specifica di lavoratori, i lavoratori del mare. L’interesse che riunisce artisti, noti e meno noti, è in questo caso legata al “fare i conti con la realtà”. Espongono insieme a Rossi: Carrà, De Pisis, Sironi, Vittorini, Poli, Vedova, Schiavi, Pizzetto, Levi, Mafai, Guttuso, Sassu, Pizzinato, Zigaina, Mucchi e altri (Mario de Micheli, Il lavoro del mare nelle opere di 400 artisti, in “l'Unità”, 13 ott. 1951).
Infine, nell'agosto del 1952, la sua opera “La morsa” ottiene il terzo premio (A Treccani e Motti il premio Vado Ligure, in “l'Unità”, 8 ago. 1952) alla seconda Mostra nazionale di Pittura e Scultura “Premio Città di Vado Ligure”, organizzata dalla Casa della Cultura di Vado Ligure in collaborazione con il Sindacato Artisti e il Comune della città.
“Sergio Rossi è un giovanissimo dotato d'una sicura energia figurativa, e la sua ‘Morsa’ è un particolare interessante di un mondo da curare, capire ed esprimere e il cui protagonista, l'operaio, è già una figura importante della nostra pittura” (Luigi Ferrante, I pescatori di Vado hanno premiato gli artisti, in “Realismo”, set. 1952).
Di quest'opera parla anche il critico Mario De Micheli:
“E mi ricordo anche la sua gioia allorché gli fu comunicato che aveva vinto un premio al concorso di Vado Ligure. Facevo parte della giuria in quell'occasione, e il suo quadro non l'ho dimenticato: era una natura morta, una morsa da falegname fissata al bancone: un quadro plastico, vigoroso, che s'impose per il suo carattere singolare, per la sua solidità oggettiva. (m.d.m. [Mario De Micheli], Postuma di Sergio Rossi, in “l'Unità”, 30 mar.1962).